19 Marzo 2019
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Storia della disciplina

Il pattinaggio Freestyle in toscana, dalle origini ad oggi
L´anno 1995 vede la nascita in Toscana delle prime due società di pattinaggio in-Line d´Italia, la "Polisportiva Molinese" presidente Silvia Sfingi, e la "A.S.Vada Pattinaggio" presidente Massimo Barsotti proveniente dal pattinaggio artistico, .
Esse diffusero l´attività sportiva dell´in-line principalmente ai bambini organizzando nel 1996, sotto l´egidia della Lega pattinaggio a rotelle, il primo campionato per società di pattinaggio freestyle.Le discipline praticate erano la Gimkana, lo slalom e lo style slalom organizzate a categorie a seconda del sesso e dell´età dei partecipanti, inoltre per partecipare occorreva essere iscritti a una società, essere in regola con il certificato medico e l´assicurazione. Questo andava a contrastare la metodologia di organizzazione dei contest Lombardi e Piemontesi del tempo, in cui la partecipazione era libera, svincolata dagli obblighi riservati ad una società sportiva.
Le società partecipanti a questo primo campionato furono....2 , ma i partecipanti oltre 100, questo perchè le due società avevano avuto un notevole successo di iscrizioni.
In Lombardia intanto nasceva la prima società di pattinaggio per quella regione, l´Accademia Bustese, che nel 1996 creava il settore in-line in una società già affermata da diversi anni nel campo dell´artistico, rimase però una realtà a se stante per alcuni anni in quanto prima di vedere altre società in Lombardia o Piemonte dovette passare diverso tempo.

Intanto le vendite del pattino in linea erano in piena fase di crescita, i costi unitari e i prezzi diminuivano, le vendite aumentavano, si vedeva l´entrata di marche concorrenti e l´efficienza tecnica veniva migliorata. Le case produttrici iniziavano a sponsorizzare i vari atleti che si presentavano ai Contest, oltre ad organizzare loro stesse dei contest o delle demo. Questo fu anche il motivo per cui Lombardia, Piemonte e Veneto, patrie predilette dei maggiori Contest sponsorizzati non svilupparono società sportive che portassero avanti l´attività giovanile.

Il 1997 fu il vero e proprio boom del freestyle, le maggiori riviste riportavano ad ogni numero le imprese degli slalomisti, le tecniche dei nuovi trik ecc.. Tra questi spicca Enrico Perano, che porta un italiano al secondo posto nello style slalom nel contest di Losanna che sembrava dovesse essere un monopolio degli slalomisti francesi. Egli pubblica una serie di articoli su sport-InLine dove descrive molto chiaramente la tecnica dello Speed Slalom e dei passi e delle figure di Style Slalom.
In questo anno il pattino in linea aveva raggiunto la sua maturità, il prodotto generava sempre profitti ma in misura inferiore rispetto agli anni precedenti.
Il 1997 è caratterizzato da un’intensa concorrenza perché nel mercato erano presenti molte marche.
I vari produttori cercano di porre in rilievo i miglioramenti e le differenze nelle proprie versioni del prodotto. E´ l´anno della nascita dei primi pattini specifici per il freestyle tra cui spiccano il Tecnica e il Roces Montreal. Sono caratterizzati da un telaio in lega leggera con interasse più corto del normale. Inoltre il Montreal aveva già un rockering positivo sul telaio senza bisogno di montare ruote più grandi al centro.
In Toscana, Emilia, Lombardia, Piemonte è tutto un proliferare di contest che mettono in evidenza un numero sempre maggiore di protagonisti, oltre al già citato Enrico Perano, vi sono i bolognesi Elena Pescarini, Elena Minelli (2° IIDD di Milano), Daniele Lenzi ed altri, vi sono i fiorentini Stefano Magherini, Fabio Mancioli, Sabrina Ravizzani vincitrice al Roller Fest di Milano e poi ancora Oscar Galliazzo protagonista nell´epica finale contro Enrico Perano (che poi vinse) nel contest di Padova.

Il 1998 è l´anno dell´inizio del declino delle vendite del pattino in linea. Come tutti i prodotti novità che vengono introdotti sul mercato anche il pattino ha seguito il suo ciclo di vita (PLC).
Le vendite iniziarono a diminuire e con loro anche l´interesse delle case. Le sponsorizzazioni diventavano sempre più rare. Le case più deboli cessano la produzione mentre le più forti aumentano la loro specializzazione per andare incontro ad una richiesta di consumatori che ormai conoscono il prodotto e si sono fatti più esigenti.
Il freestyle intanto non conosce crisi, anzi sta mano a mano prendendo il sopravvento sullo street che nei primi anni la faceva da padrone. Ormai sulle riviste specializzate, ad ogni uscita, sono riportati articoli riguardanti il freestyle. Daniele Lenzi pubblica ogni mese su In-Line Skaten´roll, la tecnica di esecuzione dei trick di style slalom più in auge al momento.
In Toscana intanto il campionato per società promosso dalla Lega pattinaggio UISP inizia ad espandersi con l´ingresso di nuove società, la Robur e lo Skate Pistoia. Il numero dei partecipanti, per lo più bambini ed adolescenti, è sempre elavatissimo in rapporto al numero di società, oltre 100.Massimo Barsotti vince tutte le gare del circuito UISP (Contest expo Pisa, Notte Style di Vada, Contest Molinese) nella specialità dello style slalom e a fine anno decide di terminare la propria attività agonistica per dedicarsi a tempo pieno dell´allenamento degli allievi della sua società.
La manifestazione principe dell´anno è il MoonSkater Contest svoltosi alla fiera di Milano, partecipano tutti i maggiori atleti di tutte le specialità, e manco a dirlo le più seguite sono quelle del freestyle. Per la cronaca, in Style Slalom 1° Enrico Perano davanti a Daniele Lenzi e a Sebastien Laffargue il quale però vince lo Speed Slalom. In High Jump grande affermazione di Davide Bresolin con 2,40 mt davanti a Danilo Alberici e Alijz Zumer, 4° posto per Andrea Pastormerlo.
In Roller Cross finale da urlo tra Stefano Galliazzo, Roberto Armosino (Ragno) e Nicolas Gauchoud vinta da Galliazzo.

Il 1999 segna il declino del mercato del pattino in linea, le vendite diminuiscono rapidamente e i costi di produzione aumentano, ne consegue che i margini di profitto risultano molto ridotti.
Alcune delle case minori chiudono i battenti, le maggiori sfoltiscono la linea produttiva eliminando quelli che non procurano profitto.
Le più lungimiranti, come Rollerblade, Tecnica, Roces aumentano la specializzazione dei pattini prodotti per adattarli agli sport nati negli anni precedenti: Fitness, Freestyle, Aggressive. Il riposizionamento ha un certo successo, allungando di fatto la vita del prodotto. Tuttavia le vendite di pattini in linea non sono più quelle di una volta.
La crisi colpisce anche le riviste di settore a cui viene a mancare il supporto delle aziende di settore.
Prima a chiudere Sport-InLine, poi è la volta di InLine Skate n´Roll che pubblica l´ultimo numero a luglio del 1999. La crisi editoriale colpisce anche il bimestrale della federazione Pattinare, che chiude i battenti con il numero di dicembre del 2000.

In campo agonistico, con la riduzione degli investimenti delle case, si vanno a ridurre anche il numero di contest organizzati. Gli eventi più importanti sono il RollerFest di Roma e il Roces Spring Contest di Jesolo che però segnano un calo di partecipanti.

In Toscana invece il campionato per società registra un incremento notevole, nascono le società Frontside di Cascina (PI), Acquario di Altopascio (LU) e Lucca RollerClub. Le gare del circuito sono frequentate da non meno di 180-200 partecipanti di tutte le età.
Intanto anche in Lombardia e Piemonte iniziano a nascere nuove società sportive di pattinaggio Freestyle per volontà di alcuni dei veterani per la diffusione dello sport ai più giovani.
Nascono la Unite di Vigevano, lo Skate in Line Valsusa di Condove, il Casale in Line di Casale Monferrato, la Rollerpower di Crema, che si vanno ad aggiungere all´Accademia Bustese già attiva dal 96´.

Nel febbraio del 2000 nasce il CIFS 2000, sigla che significa Comitato Italiano Frestyle Skating ma che di fatto raccoglie le società Piemontesi, Lombarde l´AS Vada della Toscana. Presidente del Comitato Ivano Milazzo che viene coadiuvato da Roberto Roasio del Casale inLine per la parte tecnica.
Nasce così il primo campionato per società per Lombardia, Piemonte, che coinvolge un discreto numero di partecipanti (circa 50). Le categorie di partecipazione sono ancora molto ampie sullo stile dei vecchi contest che tenevano poco di conto l´attività giovanile. Ciò nonostante l´Accademia Bustese, che era già organizzata in società da diverso tempo, la fa da padrona vincendo tutte le gare riservate ai più giovani.
In Toscana intanto il circuito si manteneva sui livelli dell´anno precedente.
Il salto di qualità si ha nel 2001 quando l´attività promossa in Toscana si va fondere con quella lombarda e piemontese sotto la supervisione e la volontà dei rispettivi presidenti regionali FIHP (Federazione Italiana Hockey e Pattinaggo): Tinghi (Toscana), D´angelo (Piemonte) Biffi (Lombardia). Questi nominano dei coordinatori regionali che gli coadiuvino nella supervisione dell´attività: Barsotti Massimo (Toscana) redazione dei regolamenti e formazione, Mariano Caputo (Lombardia) organizzazione dei campionati, Tony Vitarelli (Piemonte).
Nasce così il primo vero e proprio Campionato Italiano per società denominato "Trofeo delle regioni", che si articola in un circuito di gare che vanno a toccare le tre regioni, 17 le società partecipanti.
Gli atleti partecipanti sono divisi nelle categorie del pattinaggio corsa federale, sono tutti federati con la FIHP e quindi ne devono sottostare al regolamento (certificazione, norme di comportamento ecc..). Nonostante questo però, l´iniziativa rimaneva circoscritta alla volontà dei presidenti regionali mentre a Roma, nella sede centrale della federazione, ancora non si parlava di un riconoscimento ufficiale dell´attività.
Riguardo alle gare, le società Toscane che da ormai da 5 anni erano abituate a fare circuiti per società, la fecero da padrone, con eccezione dell´accademia bustese anch´essa organizzata già da diverso tempo.
Alla fine del 2001 l´A.S.Vada Pattinaggio allenata da Barsotti vinceva il campionato davanti proprio all´Accademia Bustese.
Lo stesso risultato viene ripetuto anche l´anno successivo.
I numeri intanto aumentano anche se non così velocemente come si spera, restano 17 le società partecipanti anche per il 2002. Questo è anche da imputarsi alla federazione nazionale che ancora stenta a dare un riconoscimento ufficiale all´attività.
Nel 2003 si ha un primo contatto, Barsotti si incontra con Piero Giunta per stabilire le tappe per la successiva creazione del settore nazionale. Viene individuata come prima esigenza la formazione di un corpo giudici indipendente e competente.
Enrico Perano e Barsotti Massimo vengono incaricati della formazione e pubblicano un libretto intitolato " Manuale per la valutazione degli esercizi style slalom".
Nel frattempo l´attività viene portata avanti, nel 2003 è ancora l´AS Vada a vincere il campionato davanti all´Accademia Bustese ma stavolta di stretta misura. Inoltre l´Accademia Bustese l´anno precedente si era divisa, ed una parte dei suoi allievi erano confluiti nella Rotellistica Gallaratese che creava così il suo settore in-Line.

Il 2004 è l´anno del riscatto dell´Accademia Bustese e delle altre società lombarde sui toscani che recuperano il tempo perso. Alla fine sono ben 3 società lombarde davanti alle toscane (Acc.Bustese, Unite, Astroskating Monza).
In questi primi anni di attività si nota un notevole incremento delle prestazioni degli atleti in tutte le discipline, aumentano i passi di style slalom e loro difficoltà, i tempi di Speed Slalom si abbassano notevolmente e le altezze del High Jump vanno sempre più in alto.
Rispetto agli anni 90´ il livello agonistico è notevolmente aumentato, merito questo del fatto che gli atleti che ora si affacciavano nel mondo del freestyle sono quelli cresciuti nelle società sportive e non gli autodidatti dei parchi pubblici del 90´.

Il fine 2004 è stato caratterizzato dalla nascita del "Comitato Lombardo per il Frestyle" da parte di alcune società della Lombardia, comitato che poi ottene l´appoggio di alcune autorità federali nazionali.
Su questo presupposto, Barsotti abbandonò l’attività federale ed iniziò ad occuparsi solo dell´attività della lega pattinaggio UISP di cui era responsabile già dal 2002.
Molte società scelsero di fare attività o solo UISP (come le toscane) o solo FIHP.
Solo poche fecero entrambe le attività, altre società semplicemente sparirono.
Dell´attività del comitato lombardo freestyle degli anni 2005 e 2006 non resta traccia, nemmeno le classifiche, quindi resta difficile dare anche una cronistoria.
Ivano Milazzo minacciò personalmente ,seriamente, di far fuoriuscire completamente il settore dalla federazione, se non si fosse iniziato un nuovo percorso di legittimazione dell´ attività.
L’attività di lega pattinaggio UISP, procedeva invece abbastanza bene, nel 2005 viene istituita per volere di Barsotti, la nuova disciplina dello Style Slalom coppia, all’inizio classificata come un ampliamento dello style singolo, in verità poi riscoperta come disciplina a se stante, infatti a differenza del singolo, nella coppia niente può essere lasciato all’improvvisazione, ogni passaggio sui coni deve essere appuntato riportando esattamente il tempo della base musicale a cui deve iniziare tale passaggio.
Gli atleti devono rispettare scrupolosamente lo schema, compreso i tempi di esecuzione. Occorre quindi un grande affiatamento tra gli atleti della coppia per poter emergere.
Nel 2005 il campionato UISP veniva vinto da Accademia Bustese allenata da Lanzo Maurizio, 2° posto per la Rotellistica Gallaratese, 3° A.S. Vada, 4°Nuova polisportiva Molinese e 5° Astro Skating. Nel 2006 tornano alla ribalta i toscani dell’AS.Vada allenata da Barsotti che vincono il campionato davanti all’Accademia Bustese, 3° posto per la nuova società dell’ANPI allenata da Piero Pierri, 4° Rotellistica Gallaratese e 5° Roller Macherio.
All’inizio del 2007 il vicepresidente del settore corsa della FIHP Piero Sozzi tenta di rimediare ad una situazione divenuta insostenibile, cerca di coinvolgere nuovamente quei personaggi che alla fine del 2004 si erano allontanati per i motivi già citati, lasciando però attivi i promotori del comitato lombardo, ne nasce però un gruppo che per vari motivi non può avere futuro. Il Freestyle FIHP ha le potenzialità per diventare una disciplina emergente in maniera esponenziale ma la mancanza di un gruppo omogeneo, che lavori in sinergia alla direzione ne impedisce lo sviluppo.
Questo viene subito capito da Michele Grandolfo, nuovo presidente del settore corsa che prende il posto di Piero Sozzi divenuto nel frattempo vicepresidente. Egli opera una profonda ristrutturazione del settore tecnico: Barsotti Massimo viene nominato responsabile dell’area tecnica (redazione dei regolamenti e responsabile SiPar) che decide di sospendere la sua attività di allenatore per dedicarsi al nuovo settore tecnico, Barlocco PierLuigi, che fin dall’inizio aveva seguito i campionati con l’accademia Bustese, viene nominato responsabile dell’organizzazione dell’attività, Lualdi Fabrizio, anch’egli proveniente dalle fila dell’accademia bustese coordinatore della Nazionale e Perano Enrico CT della nazionale.
Il gruppo dimostrò da subito di funzionare a gonfie vele. Le società iscritte passarono dalle 12 del 2007 alle 33 del 2011, si aggiungono oltre alle 3 regioni storiche anche la Campania, la Calabria, le Marche ed il Veneto che era stato uno dei promotori degli anni 90’. Nel 2008 si ha così, finalmente, il riconoscimento ufficiale dell’attività da parte della FIHP nazionale.

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